Truffe su Vinted: come funzionano e come difendersi nel mercato del second-hand

Scopri come funzionano le truffe su Vinted: esempi concreti, cosmetici falsi, mystery box e consigli pratici per difendersi nel mercato second-hand.
Claudia

Claudia

4 min. di lettura

Vinted nasce a Vilnius nel 2008 da un’idea di Milda Mitkutė e Justas Janauskas, con l’obiettivo di creare uno spazio virtuale per lo scambio di vestiti usati in modo semplice e veloce. In pochi anni è passata da piattaforma casalinga ad app internazionale. La svolta arriva con la ristrutturazione guidata dal turnaround expert Thomas Plantenga, che la trasforma in uno dei principali player europei del second-hand, con valutazioni da miliardi e una base utenti che solo nel Regno Unito conta oltre 16 milioni di iscritti.

La filosofia di Vinted si fonda sull’economia circolare: comprare, usare, rivendere per ridurre sprechi e emissioni. Secondo i report di sostenibilità, nel 2023 la piattaforma avrebbe evitato 678.691 tonnellate di CO₂e grazie agli acquisti di seconda mano, con particolare attenzione all’impatto della logistica.

Tuttavia, non mancano le criticità. Nel novembre 2022 l’Antitrust italiano ha multato Vinted per 1,5 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette, legate ai claim sulla “gratuità” e alla scarsa trasparenza dei costi aggiuntivi, come la Protezione acquisti e le spese di spedizione. Una sanzione confermata anche in sede giudiziaria nel 2025, che tocca direttamente il perno della sicurezza in-app.

Come funzionano le truffe su Vinted

Le truffe su Vinted sono state analizzate da forze dell’ordine, associazioni dei consumatori e community online. I meccanismi sono ricorrenti e quasi sempre si basano sull’uscita dalle regole della piattaforma.

I principali schemi truffaldini:

  1. Phishing e pagamenti esterni: messaggi che propongono bonifico, PayPal o ricariche fuori dall’app, oppure link falsi che imitano Vinted per rubare credenziali e fondi.
  2. False conferme di pagamento: email o messaggi WhatsApp con finte ricevute “Vinted Payment” o “Protezione Vinted attiva”, inesistenti nell’app.
  3. Tracking manipolato o pacco inesistente: il venditore fornisce un codice di spedizione non pertinente o non spedisce l’oggetto. In alcuni casi l’acquirente dichiara di aver ricevuto un pacco vuoto per superare la finestra di contestazione.
  4. Etichette scambiate e punti ritiro “furbi”: frodi evolute che prevedono sostituzione di etichette o scelta di punti ritiro con controlli deboli.
  5. Pressing psicologico e social engineering: “Devo chiudere subito, dammi il numero, ti mando un QR!” per spostare la trattativa su WhatsApp o Telegram e rubare dati.
  6. Account takeover: furto di credenziali tramite phishing o riuso password; l’account viene usato per frodi successive.

Categorie più colpite: cosmetici falsi e mystery box

Le frodi non riguardano solo i pagamenti. Negli ultimi mesi sono emerse criticità in specifiche categorie di prodotti:

  • Cosmetici contraffatti: molti venduti come “di marca” ma risultati falsi e potenzialmente pericolosi per la salute (ingredienti tossici o contaminati). Per questo è fondamentale richiedere sempre foto del lotto, della data di scadenza e della confezione originale.
  • Pacchi chiusi e mystery box: fenomeno in crescita, basato su inserzioni che promettono “sorprese”. In realtà i pacchi contengono spesso oggetti di scarso valore, rifiuti o nulla. Alcuni truffatori riciclano la stessa inserzione da account diversi, per poi cancellarli dopo le vendite.

Recensioni false e inserzioni duplicate

Altri fenomeni diffusi sono:

  • Recensioni false: create per gonfiare o demolire la reputazione di un profilo.
  • Mirror listings: copia di foto e descrizioni di venditori legittimi per creare inserzioni truffaldine.
  • Clone listings: venditori che manipolano feedback temporanei per eludere i controlli.

Vinted dichiara di avere una Item Authenticity Policy e procedure per segnalare phishing o messaggi sospetti, con rimozione e sospensione dei profili irregolari. Tuttavia, la moderazione risulta spesso reattiva, permettendo la diffusione delle frodi prima dell’intervento.

Come difendersi dalle truffe su Vinted

Gli esperti raccomandano un approccio pratico, con regole valide sia per chi compra sia per chi vende.

Regole generali:

  • Restare sempre all’interno della piattaforma (pagamenti e chat).
  • Verificare che l’operazione esista realmente in app (le email possono mentire, l’app no).
  • Contestare entro 48 ore dalla consegna in caso di problemi.
  • Creare password robuste e uniche, attivando i controlli di sicurezza.

Per chi compra:

  1. Evitare mystery box e pacchi chiusi.
  2. Utilizzare solo pagamenti in-app.
  3. Richiedere foto reali, etichette e prova d’acquisto, soprattutto per cosmetici o articoli di marca.
  4. Verificare storico e feedback del venditore, diffidando di account nuovi o sospetti.

Per chi vende:

  1. Documentare la spedizione con foto del capo, pacco chiuso, etichetta applicata, ricevuta del corriere e, se possibile, video della consegna al corriere.
  2. Non accettare mai richieste di pagamento esterno o modifiche all’indirizzo dopo l’acquisto.

Opportunità e rischi del second-hand online

Vinted rimane una delle piattaforme più rilevanti nel panorama della moda di seconda mano, con un ruolo importante nella promozione dell’economia circolare. Tuttavia, la presenza di truffe sempre più sofisticate impone agli utenti attenzione costante e rispetto rigoroso delle regole dell’app.

Il mercato del second-hand rappresenta una grande opportunità di risparmio e sostenibilità, ma può trasformarsi in una trappola pericolosa se si abbassa la guardia, quindi occhi ben aperti e massima attenzione.