Attacchi ransomware: la piaga digitale che tiene in ostaggio il mondo

Ransomware la piaga digitale che tiene in ostaggio il mondo
Vito Domenico Amodio

Vito Domenico Amodio

Startup e Impresa
4 min. di lettura

È una normale giornata lavorativa, accendeta i pc e trovare tutti i vostri file, foto, documenti contabili, progetti privati, bloccati da un lucchetto digitale. Sullo schermo compare solo un messaggio: un countdown e una richiesta di riscatto in criptovalute. Benvenuti nel mondo degli attacchi ransomware, la minaccia informatica più lucrativa e temuta dell’ultimo decennio.

Un incubo senza soluzione o è possibile costruire una difesa a prova di hacker attraverso best practice?

Che cos’è un Ransomware e perché non è un semplice virus

Prima di combattere un nemico, bisogna conoscerlo. Il ransomware non è un semplice "malware" che rallenta il PC, ma un vero e proprio strumento di estorsione professionale che oggi alimenta un’economia sommersa da miliardi di dollari.

A differenza dei virus tradizionali che puntano a distruggere i dati, il ransomware è progettato per il sequestro. Utilizza algoritmi di crittografia (come l’AES-256) per rendere i dati illeggibili. L’unico modo per sbloccarli è ottenere una chiave di decifrazione venduta dai criminali.

Oggi il modello si è evoluto nel Ransomware-as-a-Service (RaaS): gruppi criminali organizzati come LockBit o Akira "affittano" i loro malware ad altri hacker meno esperti in cambio di una percentuale sul riscatto. Inoltre, assistiamo alla "Double Extortion": i criminali non solo criptano i file, ma esfiltrano i dati sensibili minacciando di pubblicarli online (Doxware) se non vengono pagati, causando disastri legali legati al GDPR.

Casi famosi: quando il ransomware ha fermato il mondo

Per capire la portata del problema, basta guardare indietro. Non parliamo di teorie, ma di eventi che hanno messo in ginocchio ospedali, governi e multinazionali.

WannaCry (2017)

Forse l’attacco più noto della storia. Sfruttando una vulnerabilità di Windows (EternalBlue), si diffuse in 150 Paesi colpendo oltre 200.000 computer in poche ore. Mandò in tilt il sistema sanitario britannico (NHS), costringendo gli ospedali a cancellare interventi chirurgici.

Colonial Pipeline (2021)

Il gruppo DarkSide colpì la più grande rete di oleodotti degli Stati Uniti. L’attacco paralizzò la distribuzione di carburante sulla costa orientale per giorni, causando panico e code alle pompe di benzina. L’azienda finì per pagare circa 4,4 milioni di dollari in Bitcoin per ripristinare i sistemi.

Il caso Regione Lazio e Campari

Anche l’Italia è nel mirino. Nel 2021, la Regione Lazio subì un attacco che bloccò il portale vaccinale durante la pandemia. Grandi aziende come Campari e Luxottica hanno affrontato intrusioni simili, con richieste di riscatto milionarie e il blocco delle linee di produzione in decine di paesi.

Come riconoscere i segnali di un attacco imminente

Spesso il ransomware non colpisce all’improvviso. Molti attacchi sono preceduti da una fase di "osservazione" silenziosa. Saper leggere i segnali premonitori può salvarti:

  • Rallentamenti anomali: La crittografia richiede molta potenza di calcolo. Se le ventole girano al massimo e il PC è lento senza motivo, un processo malevolo potrebbe essere in azione.
  • Modifica delle estensioni: Se i tuoi file diventano improvvisamente .locked, .crypt o .akira, la crittografia è già iniziata.
  • Tentativi di login falliti: Se ricevi notifiche di accesso ai tuoi account da posizioni sospette, qualcuno sta cercando di scalare i privilegi nella tua rete.
  • Tecniche “Living off the Land” (LotL): Gli hacker oggi usano strumenti già presenti nel sistema (come PowerShell) per non farsi rilevare dagli antivirus classici.

Strategie di difesa: best practice per proteggersi

La sicurezza informatica è un processo che si vive ogni giorno. Non esiste una soluzione magica, ma queste pratiche riducono drasticamente il rischio.

  1. La regola del Backup 3-2-1

Il backup è l’unica vera cura. Segui lo schema:

  • 3 copie dei dati.
  • 2 supporti diversi (Cloud e Disco Fisico).
  • 1 copia offline: se il backup è sempre collegato al server, il ransomware cripta anche quello.
  1. Patching e Aggiornamenti

Gli hacker entrano dalle porte lasciate aperte. Mantenere software e sistemi operativi aggiornati all’ultima versione disponibile chiude le vulnerabilità note sfruttate dai criminali.

  1. Autenticazione a più fattori (MFA)

L’uso di una password, per quanto complessa, non basta più. L’MFA aggiunge un secondo livello di sicurezza (un codice sul telefono o una chiave fisica) che blocca l’accesso anche se l’hacker ruba le tue credenziali.

Cosa fare se sei stato colpito: pagare o non pagare?

Se trovi il messaggio di riscatto, la tentazione di pagare è forte, ma le autorità (come l’FBI o la Polizia Postale italiana) sono categoriche: non pagare.

  1. Nessuna garanzia: Siete davanti a criminali; spesso, dopo il pagamento, la chiave non viene consegnata o i dati rimangono corrotti.
  2. Sei un bersaglio: Chi paga viene schedato come “buon pagatore” e colpito nuovamente mesi dopo.
  3. Finanzi il crimine: Il denaro serve a sviluppare malware ancora più potenti e pericolosi.

Il consiglio immediato: Isola il dispositivo (stacca il cavo di rete), scatta una foto al messaggio di riscatto per la denuncia e contatta professionisti della risposta agli incidenti.

Resta informato per non diventare una vittima

Secondo il Rapporto Clusit 2025, gli attacchi in Italia sono in costante aumento (+15% di incidenti gravi). La tecnologia evolve, ma la prevenzione resta l’arma più efficace.

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