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Digital marketing

AI Overviews e AI Mode: che cosa cambia per il traffico dei siti

· 4 min di lettura

Google su computer e smartphone
Google su computer e smartphone. Foto: LiveJu99, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

In breve

  • Dal 31 agosto 2026 tutti i siti possono escludersi da AI Overviews e AI Mode in Search Console, rinunciando a traffico e impression da quelle funzioni.
  • Per Pew i clic scendono dal 15% all’8% con il riassunto AI. Google parla di volumi stabili. Il rapporto generativo di Search Console mostra solo impression.
  • Commissione europea e AGCOM hanno aperto due fronti distinti su AI Overviews e AI Mode: uno antitrust, l’altro sul Digital Services Act.
4 min. di lettura

Dal 31 agosto 2026 ogni sito del mondo può chiedere a Google, da Search Console, di restare fuori da AI Overviews, AI Mode e dalle funzioni generative di Discover. La pagina di assistenza indica anche il prezzo: chi si esclude non riceve né traffico né impression da quelle funzioni. L’impostazione predefinita resta l’inclusione, e la scelta non è un segnale di posizionamento per il resto della Ricerca.

Per un’impresa italiana la domanda è concreta. AI Overviews risulta attivo in Italia dal marzo 2025, secondo la ricostruzione degli editori riportata dall’AGCOM; AI Mode è arrivata l’8 ottobre 2025, come scheda nella pagina dei risultati e nell’app Google. Stabilire quanto pesino sui clic è difficile, perché i numeri disponibili misurano cose diverse.

Che cosa dicono i dati sui clic

Uno studio con metodo dichiarato è quello del Pew Research Center, pubblicato nel luglio 2025: dati di navigazione di 900 adulti statunitensi nel marzo 2025, per 68.879 ricerche. Davanti a un riassunto AI gli utenti cliccavano su un risultato tradizionale nell’8% delle visite, contro il 15% delle pagine senza riassunto. I link interni al riassunto ricevevano un clic in circa l’1% dei casi. La navigazione finiva lì nel 26% delle pagine con riassunto e nel 16% delle altre. All’epoca il riassunto compariva in circa il 18% delle ricerche. Il campione riguarda solo gli Stati Uniti e una fase ormai lontana del prodotto.

Google contesta la lettura. In un post dell’agosto 2025 la responsabile della Ricerca, Liz Reid, ha scritto che il volume totale dei clic organici è rimasto relativamente stabile su base annua e che è cresciuta la qualità media, intendendo i clic da cui l’utente non torna subito indietro. Ha definito imprecise le analisi esterne che segnalano crolli generalizzati. Lo stesso testo ammette che le domande con risposta rapida portano meno clic e che il traffico si sposta: guadagnano forum, video, recensioni approfondite e contenuti in prima persona.

Le due posizioni possono convivere. Pew osserva che cosa fa un campione di utenti davanti a una pagina con riassunto; Google parla del volume complessivo, con dati propri che dall’esterno non si possono verificare. Per l’Italia, tra le fonti consultate, non c’è una misura pubblica paragonabile: l’AGCOM cita dati forniti da FIEG e FISC secondo cui le sintesi riducono in modo significativo la probabilità di visitare le fonti originali, senza riportare le cifre nel testo della delibera.

Il fronte regolatorio è aperto

Due iniziative viaggiano in parallelo. Il 9 dicembre 2025 la Commissione europea ha aperto un’istruttoria antitrust per capire se Google abbia usato i contenuti di editori e creator per AI Overviews e AI Mode senza compenso e senza consentire di opporsi a chi non vuole perdere il traffico della Ricerca. Google ha replicato che un’indagine del genere può frenare l’innovazione.

Il secondo binario parte da Roma. Con la delibera 104/26/CONS del 29 aprile 2026 l’AGCOM, su segnalazione della FIEG dell’ottobre 2025, ha chiesto a Bruxelles di valutare i due servizi alla luce degli articoli 27, 34 e 35 del Digital Services Act. Un’analoga richiesta è arrivata dal regolatore tedesco. Google, si legge nel provvedimento, nega che l’Autorità avesse il potere di chiedere quelle informazioni e sostiene che le funzioni continuino a portare traffico qualificato agli editori. La FIEG segnala anche il rischio di risposte con errori e invenzioni, lo stesso limite delle allucinazioni dei chatbot. Nelle fonti consultate non risulta alcuna violazione accertata.

Il controllo in Search Console è arrivato dopo che Google aveva dichiarato di valutare un’opzione di esclusione specifica, in occasione di una consultazione dell’autorità britannica CMA.

Che cosa si può misurare

Il traffico proveniente da AI Overviews e AI Mode confluisce nel rapporto Prestazioni di Search Console, tipo di ricerca Web, insieme al resto. Il 3 giugno 2026 Google ha introdotto un rapporto dedicato, esteso a tutti i siti dal 31 agosto. La documentazione descrive una sola metrica, le impression, con dettaglio per pagina, paese, dispositivo e data. Di clic e CTR non parla. Si sa quindi dove il sito compare, non quante visite ne derivano.

Che cosa può fare un sito

Sul piano tecnico la guida di Google non aggiunge requisiti: la pagina deve essere indicizzata e idonea a mostrare uno snippet, non servono file dedicati né markup speciali, e la comparsa non è garantita. Le funzioni scompongono la domanda in più ricerche correlate, la tecnica chiamata query fan-out, e possono mostrare link più vari di una ricerca classica.

I passi che seguono sono indicazioni della redazione, non delle fonti citate, e nessuno assicura un risultato.

  • Dividere le pagine per funzione. Definizioni, orari e risposte secche da una parte; guide, confronti, casi e servizi dall’altra. Il primo gruppo è il più esposto alla perdita di clic.
  • Incrociare impression e clic per URL. Confrontare rapporto generativo e rapporto Prestazioni sugli stessi periodi. Se le impression generative salgono e i clic scendono, la pagina va rivista o accettata come vetrina.
  • Guardare le conversioni. Google stessa suggerisce di affiancare Search Console e Analytics. Una pagina con meno visite e gli stessi contatti non è un problema.
  • Dare un motivo per cliccare. Dati propri, listini, strumenti di calcolo, esperienze dirette: ciò che un riassunto non sostituisce.
  • Fare i conti prima di uscire. L’esclusione può avere senso se il contenuto è il prodotto stesso. Secondo Google di norma agisce in pochi giorni e non tocca l’addestramento dei modelli, per cui serve Google-Extended; per sparire dalla Ricerca serve noindex.

Domande frequenti

Si può vedere quanti clic arrivano da AI Overviews?

Non separatamente, stando alla documentazione consultata. Il traffico è compreso nel rapporto Prestazioni di Search Console, tipo Web, mentre il rapporto generativo dedicato descrive solo le impression.

Escludersi da AI Overviews penalizza il sito nella ricerca normale?

Google dichiara che il controllo non è un segnale di posizionamento per il resto della Ricerca. Chi si esclude perde però traffico e impression provenienti dalle funzioni generative.

Servono accorgimenti tecnici speciali per comparire?

No, secondo Google: bastano l’indicizzazione e l’idoneità allo snippet, senza file dedicati né markup particolari. La comparsa non è comunque garantita.

Redazione Cybermag

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