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Brindisi

Brindisi, partito il cantiere della gigafactory di batterie Eni-Seri

· 3 min di lettura

Il porto di Brindisi
Il porto di Brindisi. Foto: Zappuddu, Public domain, Wikimedia Commons

In breve

  • Il 6 luglio 2026 Eni Storage Systems ha avviato nel sito Versalis di Brindisi il cantiere di una fabbrica di batterie al litio-ferro-fosfato.
  • Il polo Brindisi-Teverola punta a 16 GWh annui entro il 2030, metà per sito; la linea di assemblaggio BESS a Brindisi è attesa entro la prima metà del 2027.
  • Comunicati e stampa consultati non indicano l'importo dell'investimento su Brindisi né il numero degli addetti previsti.
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Eni Storage Systems, società di Eni Industrial Evolution e di FIB (gruppo Seri Industrial), ha avviato il 6 luglio 2026 il cantiere di una fabbrica di batterie al litio-ferro-fosfato nel sito Versalis di Brindisi. La posa della prima pietra si è svolta alla presenza del ministro delle Imprese Adolfo Urso. Il piano, illustrato da Eni, prevede 16 GWh annui di capacità entro il 2030, divisi a metà tra Brindisi e lo stabilimento Seri di Teverola, in provincia di Caserta.

Giuseppe Ricci, direttore operativo Trasformazione industriale di Eni, ha parlato di un “ingresso di Eni in un business completamente nuovo”. Le batterie sono destinate soprattutto ai sistemi di accumulo stazionario (BESS), che stabilizzano le reti elettriche e conservano l’energia rinnovabile prodotta in eccesso.

Che cosa verrà prodotto nel sito Versalis di Brindisi?

Il progetto è diviso in due fasi. La prima comprende una gigafactory per celle e moduli e un impianto di assemblaggio dei pacchi batteria, dimensionato per lavorare anche i moduli che arriveranno da Teverola. La seconda riguarda la produzione di materia attiva catodica e il riciclo delle batterie, con volumi calcolati sul fabbisogno delle due fabbriche.

L’area era usata per lo stoccaggio dei polimeri e per altre attività oggi dismesse. Secondo Avvenire, Versalis possiede nello stabilimento circa 215 ettari con pontile, rete ferroviaria interna e collegamenti su gomma; lo steam cracker è in stato di conservazione e un advisor cerca un potenziale acquirente per gli impianti. L’intervento rientra nel piano di trasformazione della chimica definito dal Protocollo d’intesa del 10 marzo 2025.

Quali scadenze deve seguire chi lavora nella filiera?

Il calendario si ricava incrociando il comunicato di luglio con l’accordo del 29 maggio tra Eni Industrial Evolution e FIB:

  • Prima metà del 2027: completamento a Brindisi della linea di assemblaggio dei sistemi di accumulo utility scale.
  • Entro il 2029: seconda gigafactory di celle e moduli, oltre 8 GWh l’anno.
  • Entro il 2030: 16 GWh annui complessivi tra i due siti.

Per la seconda fase, quella del catodo e del riciclo, le fonti non indicano date. Sul piano societario, l’accordo di maggio prevede che Eni Industrial Evolution acquisisca il 30% di una nuova società controllata da FIB al 70%, dedicata a sviluppo commerciale, approvvigionamenti e ingegneria, con un corrispettivo fisso di 55 milioni di euro. A luglio Eni ha comunicato anche l’ingresso in FAENIX, la società del gruppo Seri che commercializzerà i sistemi prodotti a Teverola e Brindisi.

Perché il progetto conta per imprese e territorio

Eni cita stime Wood Mackenzie secondo cui la domanda europea di sistemi di accumulo passerà da 36 GWh nel 2025 a circa 138 GWh nel 2030. Con 16 GWh il polo punta a oltre il 10% del mercato europeo. Per chi sviluppa impianti rinnovabili o gestisce infrastrutture energetiche, significa una possibile fonte di approvvigionamento europea: lo stesso Ricci ha legato il progetto all’autonomia dai mercati extra-Ue. Il contesto regionale è quello già descritto nella nostra analisi su rinnovabili e sviluppo economico in Puglia; sulle alternative tecnologiche per le aziende resta utile l’approfondimento sui sistemi di accumulo a superconduttori nelle PMI.

Restano però due dati mancanti. Né il comunicato di luglio né la stampa consultata indicano l’importo dell’investimento sul sito di Brindisi o il numero degli addetti previsti. Ricci ha parlato di filiera locale e occupazione, mentre la Femca Cisl, riferisce Avvenire, chiede che gli impegni si traducano in investimenti, formazione e lavoro stabile. Per le aziende dell’indotto il primo riscontro verificabile sarà l’entrata in funzione della linea di assemblaggio, attesa entro giugno 2027.

Domande frequenti

Che tipo di batterie saranno prodotte a Brindisi?

Batterie al litio-ferro-fosfato (LFP), destinate soprattutto ai sistemi di accumulo stazionario che stabilizzano le reti e conservano l'energia rinnovabile in eccesso.

Quando sarà pronta la prima linea produttiva di Brindisi?

L'accordo del 29 maggio 2026 fissa entro la prima metà del 2027 il completamento della linea di assemblaggio dei sistemi di accumulo utility scale. La capacità complessiva di 16 GWh annui tra Brindisi e Teverola è prevista entro il 2030.

Quanti posti di lavoro sono previsti?

Il comunicato di Eni e l'articolo di Avvenire consultati non riportano un numero di addetti né l'importo dell'investimento sul sito brindisino.

Redazione Cybermag

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