AraBat, da Foggia a Techstars Tokyo: litio dalle batterie con gli agrumi
In breve
- AraBat, nata a Foggia nel 2022, è tra le 12 startup di Techstars Tokyo 2026: il Demo Day è il 10 novembre.
- Il processo AraMet usa acido citrico e bucce d'arancia; i dati di resa e di costo sono dichiarati dall'impresa.
- Entro fine 2026 è previsto un impianto pilota a Valenzano da circa 1.000 chili di batterie l'anno.
Il 10 novembre il programma di 13 settimane di Techstars Tokyo arriva al Demo Day, a inviti, davanti a fondi e partner industriali. Nella classe 2026, dodici imprese in tutto, c’è AraBat, startup nata a Foggia nel 2022 che recupera litio, nichel e cobalto dalle batterie esauste usando bucce d’arancia e altri scarti agricoli. Il comunicato di Techstars del 18 agosto la classifica nella categoria cleantech ed economia circolare e parla di una selezione estesa a oltre 100 Paesi, con un tasso di accettazione intorno all’1%.
Foggia Reporter e Stato Quotidiano indicano un investimento pre-seed da 120.000 dollari. La cifra non compare nel comunicato dell’acceleratore, che nella sezione generale cita invece 220.000 dollari per azienda senza precisare se valgano per Tokyo.
Come si ricavano i metalli dalle bucce d’arancia
Il punto di partenza è uno studio della Nanyang Technological University di Singapore, pubblicato nel 2020 su Environmental Science & Technology: buccia d’arancia essiccata e acido citrico, in laboratorio, estraevano circa il 90% di cobalto, litio, nichel e manganese. A quella ricerca si ispira l’idea di AraBat, come riportò Vita nel 2022, mentre i primi test si sono svolti nel laboratorio di Matteo Francavilla all’Università di Foggia, come ha ricostruito L’Espresso.
Il processo, chiamato AraMet, è idrometallurgico. L’acido citrico prende il posto degli acidi inorganici forti e gli zuccheri riducenti della biomassa favoriscono il recupero dei metalli, secondo la ricostruzione dell’Espresso. Una scheda di Open Road Ventures del 2024 lo descrive in tre fasi:
- pretrattamento meccanico delle batterie;
- lisciviazione con acqua, acido citrico e biomassa, come bucce d’arancia o carciofo;
- precipitazioni selettive, da cui escono idrossidi di nichel, manganese e cobalto e carbonato di litio.
Le prestazioni dichiarate vanno lette per quello che sono. La stessa scheda riporta un’efficienza di lisciviazione del litio fino al 95% e, secondo il CEO, un livello di maturità tecnologica 6-7 raggiunto nell’ottobre 2023 dopo oltre 90 prove di laboratorio. Il profilo aziendale ospitato da Techstars aggiunge costi fino al 60% inferiori e CO2 ridotta del 50%. Sono dati dell’impresa: nelle fonti consultate non c’è una verifica di terzi su scala industriale. Il profilo cita due famiglie di brevetti, senza numeri di deposito.
Chi l’ha fondata e chi ha finanziato
I fondatori, elencati da Galattica, portale della Regione Puglia, sono Raffaele Nacchiero, oggi CEO, Leonardo Binetti, Giovanni Miccolis, Vincenzo Scarano e Leonardo Renna. Quest’ultimo, 27 anni, originario di Fasano, è il direttore finanziario, secondo Osservatorio Fasano. Il primo sostegno è arrivato dal bando regionale Estrazione dei talenti; poi la Start Cup Puglia e, nel 2022, il Premio nazionale per l’innovazione, dove ha ottenuto il riconoscimento Iren Cleantech & Energy da 25.000 euro. Quest’anno è nata AraBat Corporation negli Stati Uniti, mentre la srl italiana resta la base di ricerca.
Il totale raccolto tra investimenti, contributi e premi supera i 600.000 dollari, riferisce la stampa locale senza indicare da chi provenga il dato. Nel 2024, nella scheda di Open Road, il CEO parlava di un primo round oltre i 2 milioni di euro da chiudere entro metà anno: nelle fonti consultate quel round non risulta annunciato.
L’impianto pilota e l’accordo con Taiyo Yuden
La prova decisiva è la scala. Con il sostegno della misura regionale TecnoNidi, il cui importo non è indicato dalle fonti, AraBat prevede entro fine 2026 il primo impianto pilota proprietario, a Tecnopolis di Valenzano, nel Barese: fino a circa 1.000 chili di batterie al litio l’anno in ingresso, secondo Foggia Reporter. Nel 2022 l’obiettivo iniziale indicato a Vita era di 50 tonnellate l’anno; la scheda del 2024 stimava 12-15 milioni di euro per un impianto industriale.
Il secondo fronte è giapponese. Con Taiyo Yuden, produttore di condensatori ceramici multistrato, AraBat ha firmato un accordo di sviluppo per una prova di fattibilità sul recupero di metalli critici e terre rare da altri materiali tecnologici. Durata e condizioni economiche non sono pubbliche. Il profilo aziendale menziona anche il riciclo dei magneti permanenti.
La concorrenza, secondo Osservatorio Fasano, ha i nomi di Cylib, Tozero e Mecaware. Per il filone delle tecnologie di frontiera in Italia si può leggere la nostra analisi su deeptech e sovranità digitale; altre storie di impresa sono nella sezione Startup.
Fonti
- Techstars Tokyo Accelerator Announces Class of 2026 – Techstars
- Da Foggia al Giappone e agli Usa: AraBat accelera sul riciclo green delle batterie – Foggia Reporter
- Foggia, le batterie riciclate con le bucce d'arancia conquistano il Giappone – Stato Quotidiano
- Da Fasano a Tokyo: Leonardo Renna con AraBat – Osservatorio Fasano
- AraBat, profilo aziendale – Techstars Jobs
- Techstars Tokyo Selects 12 Global Startups for 2026 – StartupWired
- The Weekly Deal CW17/24 - AraBat – Open Road Ventures
- AraBat, la startup pugliese che ricicla batterie con bucce d'arancia – Galattica - Regione Puglia
- La startup che ricicla con le arance – L'Espresso
- AraBat, scarti di agrumi per riciclare batterie ed estrarre metalli – Vita
- NTU Singapore scientists use fruit peel to turn old batteries into new – Renewable Carbon News
- PNI 2022, i progetti vincitori del Premio Nazionale Innovazione – EconomyUp
Foto: Piazza Vittorio Veneto, Foggia, di Orledio, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.
Domande frequenti
Che cosa fa AraBat?
Recupera litio, nichel, cobalto e manganese da batterie esauste con un processo idrometallurgico che impiega acido citrico e scarti agricoli, come le bucce d'arancia, al posto degli acidi forti.
Le prestazioni del processo sono verificate?
Le cifre disponibili, come il 95% di efficienza sul litio o i costi fino al 60% inferiori, provengono dall'impresa o da schede basate sulle sue informazioni. Il riscontro su scala maggiore passa dall'impianto pilota.
Dove sorgerà l'impianto pilota?
A Tecnopolis, a Valenzano, in provincia di Bari. È previsto entro la fine del 2026, con una capacità fino a circa 1.000 chili di batterie al litio l'anno.
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Redazione
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