Giulia Adriani, da Bitonto a Singapore: tumori su chip e cellule vive
In breve
- Giulia Adriani, nata a Bitonto, ha sviluppato con Andy Tay un metodo per prelevare RNA da cellule vive, pubblicato su ACS Nano.
- A*STAR riferisce vitalità cellulare sopra l'80% e misure ripetute per tre giorni; i risultati sono di laboratorio.
- I suoi modelli di tumore su chip puntano a test preclinici più predittivi; è inventrice in brevetti A*STAR su dispositivi microfluidici.
Giulia Adriani, ingegnera nata a Bitonto e ricercatrice a Singapore, ha messo a punto con Andy Tay della National University of Singapore un sistema per prelevare RNA dalle cellule senza ucciderle. Il lavoro è uscito su ACS Nano nel 2025 e l’agenzia pubblica di ricerca ASTAR lo ha raccontato il 28 agosto 2026. Per chi studia i tumori significa poter seguire nel tempo le stesse cellule, invece di distruggerne un campione a ogni misura.
Come funziona il prelievo con le nanocannucce
Il metodo si chiama nano-electroextraction. Il sistema usa milioni di cannucce cave di dimensioni nanometriche; brevi impulsi elettrici aprono nella membrana fori temporanei che si richiudono poco dopo, e da lì si estrae l’RNA. La cellula sopravvive e può essere campionata di nuovo.
Secondo ASTAR, che riferisce i risultati della pubblicazione:
- la tecnica è stata validata su cellule immunitarie primarie, fibroblasti polmonari e una linea di cancro al polmone, a confronto con l’estrazione tradizionale;
- la vitalità cellulare è rimasta sopra l’80% e i cambiamenti sono stati seguiti per tre giorni, con migliaia di geni rilevati per replica;
- negli sferoidi tumorali 3D il prelievo ha riguardato soprattutto gli strati esterni, ma le variazioni osservate erano coerenti con quelle ottenute dai metodi distruttivi.
Sono dati di laboratorio. Il gruppo indica come passi successivi l’estensione ai tessuti 3D più profondi, agli organoidi e alle fette di tessuto; nessuna delle fonti consultate riporta applicazioni cliniche.
Il tumore ricostruito su un chip
Il filone principale del laboratorio di Adriani, Principal Investigator agli ASTAR Skin Research Labs, sono i sistemi microfisiologici: piccoli dispositivi in cui crescono tessuti umani attraversati da vasi funzionanti e popolati da cellule immunitarie. L’obiettivo dichiarato è ottenere modelli preclinici che predicano meglio l’effetto delle terapie. Tra i lavori recenti citati da ASTAR c’è uno studio del 2025 su Biomaterials, su come l’endotelio influenza chemioterapia e immunoterapia T nel cancro del fegato.
Nel 2024, con Andrea Pavesi, ha descritto su Nature Reviews Immunology il sistema microfluidico OrganiX per ricreare il microambiente tumorale. Con lo stesso nome una piattaforma è sul mercato dal 2022: la vende AIM Biotech, società attiva tra Singapore e Boston, che ha ottenuto dall’Istituto di biologia molecolare e cellulare di ASTAR la licenza esclusiva mondiale della tecnologia. Il prodotto ha formato di piastra standard e accoglie biopsie o organoidi fino a 2 millimetri di diametro.
La promessa commerciale di AIM Biotech è aiutare le aziende a scegliere quali terapie portare in sperimentazione e i medici a personalizzare le cure. È un’affermazione dell’impresa: il comunicato di lancio non riporta dati di validazione indipendenti. Adriani e Pavesi figurano come inventori in una domanda di brevetto di ASTAR su un dispositivo microfluidico per vascolarizzare sferoidi tumorali e organoidi. I comunicati di AIM Biotech però non nominano i due ricercatori: il legame diretto fra quella domanda e il prodotto non risulta dalle fonti consultate. La licenza da un istituto pubblico a una società privata resta un caso di trasferimento dalla ricerca alle imprese. ASTAR attribuisce ad Adriani più di 40 articoli scientifici e diversi brevetti, senza elencarli.
Dal Politecnico di Bari a Singapore
Adriani è nata e cresciuta a Bitonto, dove ha frequentato il liceo Galilei, e si è laureata in Ingegneria meccanica al Politecnico di Bari. Nel 2010 ha vinto un posto nella scuola interpolitecnica di dottorato Bari-Milano-Torino in ingegneria biomedica, con un periodo a Houston sulle nanoparticelle per i farmaci antitumorali. Dal 2011 lavora a Singapore: prima alla National University e all’Istituto di biologia molecolare e cellulare, poi al centro di ricerca del MIT nella città-Stato, infine ad ASTAR, dove mantiene incarichi anche al Singapore Immunology Network, oltre a nomine aggiunte alla National University e alla Nanyang Technological University. Già nel 2016 lavorava su dispositivi microfluidici per simulare le metastasi e su un modello di barriera emato-encefalica, tema su cui ha pubblicato nel 2017 su Lab on a Chip.
Fonti
- Tapping cells without tapping out – A*STAR Research
- Dr Giulia Adriani – A*STAR Skin Research Labs
- Giulia Adriani, profilo ricercatrice – A*STAR Research
- Bitontini all'estero. #16 Giulia Adriani a Singapore – BitontoLive
- Sabato 22 novembre al Teatro Apollo la cerimonia di consegna del Premio internazionale Pugliesi nel mondo – Corriere Salentino
- Singapore-based AIM Biotech launches new system to model human disease – BioSpectrum Asia
- AIM Biotech launches organiX – AIM Biotech
- A device and method for vascularising a cell aggregate (US20240018483A1) – Google Patents
Foto: La cattedrale di Bitonto, di Giovanni.cenerino, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.
Domande frequenti
Chi è Giulia Adriani?
È un'ingegnera nata a Bitonto e formata al Politecnico di Bari. Oggi è Principal Scientist e Principal Investigator agli A*STAR Skin Research Labs di Singapore.
Che cos'è la nano-electroextraction?
È una tecnica che preleva RNA dalle cellule attraverso nanocannucce cave e brevi impulsi elettrici, lasciandole vive così da poterle campionare più volte.
I modelli di tumore su chip sono già usati in clinica?
Le fonti consultate non riportano un uso clinico. AIM Biotech, che vende la piattaforma organiX, indica la scelta delle terapie tra i possibili impieghi, ma si tratta di un'affermazione dell'azienda.
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