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Bari

Università di Bari capofila di HERACLES, IA per la sanità nel Mediterraneo

· 2 min di lettura

Palazzo Ateneo, Università di Bari
Palazzo Ateneo, Università di Bari. Foto: Phyrexian, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

In breve

  • L'Università di Bari guida HERACLES, progetto Interreg NEXT MED sull'IA in sanità con sette partner di cinque Paesi.
  • Il budget è di 2.461.000 euro, finanziato all'89% dall'Unione europea; il kick-off si è tenuto a febbraio al Policlinico di Bari.
  • I partner vogliono capire la domanda reale di chi eroga servizi sanitari prima di scegliere il dimostratore da sviluppare.
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L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro coordina HERACLES, progetto del programma Interreg NEXT MED sull’uso dell’intelligenza artificiale in sanità, partito ufficialmente con il kick-off dell’11 e 12 febbraio 2026 al Padiglione Asclepios III del Policlinico di Bari. Il budget complessivo è di 2.461.000 euro, finanziato all’89% dall’Unione europea, pari a 2.190.290 euro, secondo l’ateneo barese.

Chi partecipa e che cosa vuole costruire

Il consorzio riunisce sette organizzazioni di cinque Paesi. Oltre a Bari ci sono l’Università Nazionale e Kapodistriaca di Atene, l’Università di Ioannina, l’Università di Huelva, l’Università Libanese, la Business Incubation Association di Tripoli, in Libano, e il Centro di Biotecnologia di Sfax. Il programma, come riporta la pagina ufficiale Interreg, lo presenta tra i primi progetti approvati nell’obiettivo dedicato a ricerca, innovazione e tecnologie avanzate per la salute.

Il piano prevede una rete di ricerca transnazionale, una piattaforma digitale per lo scambio di conoscenze, la mappatura degli stakeholder e un percorso partecipativo per definire governance e modello operativo. La visione iniziale del pilota poggia su tre elementi: una comunità di conoscenza, un ambiente di ricerca e clinico, un ambiente di incubazione d’impresa. Silvio Tafuri, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università di Bari, ha indicato come finalità le soluzioni per la gestione delle crisi sanitarie e la medicina predittiva.

Perché il dimostratore non è stato ancora scelto

Il dato più utile emerso dal kick-off riguarda il metodo. I partner hanno concordato di capire meglio la domanda reale di chi eroga servizi sanitari prima di selezionare un dimostratore specifico. Il consorzio ha anche sottolineato che i dati da soli non bastano e che gli strumenti di IA vanno sviluppati nel rispetto dei quadri giuridici ed etici, della fiducia e delle condizioni sanitarie reali.

La prima newsletter del progetto, uscita a luglio 2026, conferma questa sequenza: nei primi mesi la roadmap è stata definita a partire dai bisogni clinici e dal contesto imprenditoriale, mentre la fase successiva comprende la mappatura dei bisogni, la costruzione della piattaforma, attività formative e l’avvio di soluzioni pilota. Sul calendario Interreg compare anche un workshop locale a Sfax con professionisti sanitari, ricercatori ed esperti di IA.

Che cosa interessa a imprese e strutture sanitarie pugliesi

Il progetto dichiara tra gli obiettivi il coinvolgimento delle PMI, la valorizzazione dei risultati della ricerca e l’esplorazione di modelli di business e cornici normative. Le fonti consultate non indicano ruoli, numero o modalità di partecipazione delle imprese.

  • Startup e PMI del digital health: la rete annunciata comprende espressamente aziende e startup, e una fase di mappatura è il momento in cui segnalarsi al capofila.
  • Aziende sanitarie: la scelta di partire dai bisogni clinici apre uno spazio a chi può portare casi d’uso concreti, ad esempio sull’analisi predittiva richiamata dal progetto.
  • Responsabili IT e privacy: i temi di governance e di sicurezza dei dati sanitari conviene affrontarli prima dell’avvio del pilota.

I passaggi da seguire nei prossimi mesi sono la pubblicazione degli esiti della mappatura e la scelta del dimostratore, che dirà su quale problema clinico il consorzio intende misurarsi.

Fonti

Foto: Palazzo Ateneo, Università di Bari, di Phyrexian, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Domande frequenti

Che cos'è il progetto HERACLES?

È un progetto del programma Interreg NEXT MED, coordinato dall'Università di Bari, che punta a promuovere soluzioni di intelligenza artificiale in ambito sanitario e a collegare università, centri di ricerca e imprese del Mediterraneo.

Le imprese possono partecipare?

Il coinvolgimento delle PMI è tra gli obiettivi dichiarati e la rete prevista comprende anche startup, ma le fonti consultate non specificano ruoli, numero o modalità di partecipazione.

Quali Paesi sono coinvolti?

Italia, Grecia, Spagna, Libano e Tunisia, con università, centri di ricerca e organizzazioni di supporto alle imprese.

Redazione Cybermag

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